Anna Fry Torrigiani
Dati anagrafici
Fu chiamata dalla duchessa d’Aosta appena nominata Ispettrice generale delle Dame Infermiere di CRI far parte del Direttivo, assieme alla duchessa Maria Caffarelli, alla contessa Gianna Galli della Loggia (tutte dame di Palazzo di Elena) e alla professoressa Emilia Anselmi Malatesta nel ruolo di segretaria. In particolare Anna Torrigiani, accompagnata dal marito Carlo, gentiluomo di corte della duchessa, fu stabilmente a fianco della duchessa durante i primi tre anni del conflitto, soggiornando stabilmente a Villa Canciani di San Giorgio di Nogaro fino a Caporetto. Quindi chiese di prestare assistenza in un reparto di malati contagiosi dell’ospedale territoriale n. 1 di Firenze, dove contrasse la malattia che la portò alla morte prematura. Fu decorata con la medaglia di bronzo al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione:
«Seguendo l’ispettrice generale delle infermiere volontarie della croce rossa sino ai più avanzati ospedaletti da campo e alle ambulanze prossime alle linee nemiche, affrontò numerose volte con calma e sprezzo del pericolo si immolava sotto i tiri dell’artiglieria nemica, preoccupata soltanto della sua nobile missione. Durante la ritirata dall’Isonzo al Piave cooperò con abnegazione e coraggio al soccorso dei militari degenti e allo sgombero degli ospedali. Curando militari affetti da malattie infettive, veniva colpita dallo stesso morbo ed immolava serenamente la vita, vittima della sua abnegazione e del suo spirito di carità. Carso Goriziano, Friuli, Agosto-Dicembre 1917.»
Nel suo Diario di guerra cita diverse volte Villa Canciani:
«Torniamo da Palazzolo di Strada dove troviamo il Principe
Amedeo che conduciamo a San Giorgio di Nogaro. Abitiamo
la Villa Canciani molto confortabile. A pranzo il Duca, il
Principe Amedeo, Montasini, Medici e Tonini.»
«Prima di giungere a San Giorgio, una fossa profonda ostruiva
la strada. Questa buca era stata prodotta da una bomba di
aeroplano caduta pochi minuti prima del nostro arrivo. Per
nostra fortuna il conducente l’automobile ha potuto avvistare in tempo la buca e fermare, altrimenti si faceva certamente un monte. Tanto l’Osp. 8 che la casa di fronte dove erano a mensa gli ufficiali, hanno subiti danni assai rilevanti; ma non c’è che un solo ferito leggiero. La parte comica è successa quando siamo entrati nell’ospedale ormai deserto e con una lanterna in mano abbiamo girato i reparti. Sentiamo ad tratto una voce flebile che sembrava uscisse di terra. Avvicinandoci con la lanterna, troviamo un soldato sotto una branda, morto: ma dalla paura! Tiratolo fuori, si è dato a
gambe in cerca dei colleghi. Altre bombe erano cadute nel
giardino della Villa Canciani dove ha la residenza la Principessa e nella Villa Frangipane accanto a noi. Quest’ultima
stata assai danneggiata. Vicino alla Stazione un vagone
è stato colto in pieno ed un fienile incendiato. Cosi terminata la giornata andando a cena assai tardi, ma con discreto
appetito, ringraziando il Signore per aver risparmiate vite
umane e guai maggiori.»
«Arrivando a San Giorgio riceviamo la notizia che un’ incursione aerea aveva lanciate 10 bombe fra le quali Ulna nel giardino di Villa Canciani. Il male, per noi, si è ridotto a qualche cristallo delle finestre che se ne è andato in frantumi.»
Un ritratto di Anna Fry Torrigiani
Il Diario di Guerra scritto da Anna Torrigiani edito nel 1923